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Se stai leggendo queste righe, molto probabilmente sei in cerca della risposta alla domanda… cosa è questo sito?

Nessun problema, te lo spiego subito!

All’interno di ForesteCasentinesi.it troverai alcune delle più belle e affascinanti storie che hanno come protagonista il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Storie raccontate attraverso splendide fotografie di natura, paesaggi e luoghi meravigliosi.

Tutto il necessario insomma per far incontrare passione ed emozione. Accendere quel pizzico di curiosità, stupore e spirito di avventura che si cela in ognuno di noi.

Di seguito troverai invece una piccola introduzione per iniziare a conoscere meglio i luoghi, la natura e gli animali che vivono e popolano questa terra compresa tra Toscana e Romagna.

Conosci già il Parco? Non indugiare altroGuarda tutte le storie

Vuoi sapere di più sulle Foreste Casentinesi? – Conosciamole meglio insieme

Le Foreste Casentinesi fanno parte del territorio nato nei primi anni ’90 per decreto ministeriale chiamato Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Un luogo meraviglioso ricco di storia e panorami mozzafiato, formato da foreste, monti e un paesaggio vivente in cui uomo e natura sembrano essere in perfetta simbiosi.

Si tratta di un territorio unito amministrativamente fino al 1923, prima sotto i conti Guidi, poi con la Repubblica e la Signoria fiorentina, quindi con i Lorena e infine sotto l’amministrazione provinciale di Firenze.

Oggi invece è diviso tra le province di Firenze (il versante del Monte Falterona che scivola in Val di Sieve), Arezzo (il versante Casentinese con la nascita del fiume Arno) e Forlì (con le alte valli del Montone e del Rabbi, del Bidente, di Ridracoli e di Pietrapazza).

Il Parco si estende per quasi 36.000 ettari divisi equamente tra Toscana e Romagna e il fulcro centrale è formato appunto dai patrimoni forestali che arrivano a coprire oltre 18.000 ettari e dalle riserve naturali statali per oltre 5.000.

L’antica Foresta Casentinese e la Foresta di Camaldoli, assieme alla Foresta della Verna, simboleggiano la storia laica e religiosa di tutto il territorio.

Dentro il territorio del Parco nazionale vi sono quindi splendide foreste su cui posare la nostra attenzione: la riserva integrale di Sasso Fratino, impervia e suggestiva, dove la natura dal 1959 è rimasta la sola padrona del proprio destino e avvolge con faggi e abeti le pendici più selvagge delle Foreste Casentinesi; i boschi di abete bianco che circondano Campigna, La Lama, il Passo della Calla, Badia Prataglia e soprattutto Camaldoli, dove una corona di abeti circonda e protegge l’Eremo, i castagneti attorno al Monastero, i boschi di pino nero e i boschi dove la duglasia o abete americano cresce a ritmo sostenuto.

In questi boschi, nei torrenti ricchi di acque, sulle praterie di crinale, sui pascoli presenti alle quote inferiori vive una fauna ricca di specie, in continua espansione anche nelle aree confinati col parco.

Il lupo sta riconquistando gli spazi di un tempo, la reintroduzione del cervo e del cinghiale, unitamente alla naturale ripresa della popolazione del capriolo, ha favorito la salvaguardia dei pochi lupi rimasti.

Il cervo, reintrodotto negli anni Cinquanta, ha ripopolato il territorio del parco e le aree limitrofe e nel mese di Ottobre i luoghi di riproduzione risuonano dei possenti bramiti dei maschi a difesa del proprio harem.

Tra gli uccelli è notevole la presenza dell’aquila, volteggiante sopra il piano della Lama, e numerosi sono i rapaci notturni e diurni di cui forse il più raro è il gufo reale e il più comune la poiana.

Legata agli abeti è anche la presenza dell’ape, la manna di questi alberi per produrre un miele magnifico, non troppo dolce, fluido, di un colore bronzeo e dai riflessi dorati. È un miele raro, che solo nel parco delle Foreste Casentinesi, grazie ad oltre 2.000 ettari di abetine pure, e in poche altre zone d’Italia può essere prodotto.

La fauna delle acque è ben conosciuta e composta principalmente da trote, gamberi di fiume e granchi, ad indicare una qualità dell’acqua generalmente ottima.

Nelle acque del laghetto artificiale costruito nel XV secolo dai monaci camaldolesi subito dopo a valle dell’Eremo vive anche il tritone e il tritone punteggiato.

Ok, ci siamo! – Questo era solo l’inizio, ora viene il bello.

– oppure –

Racconta la tua storia

Cogli il senso di questo Parco e in particolare delle Foreste Casentinesi, segui i percorsi lasciati dalla storia, scova i luoghi più nascosti impressi nel paesaggio o ammassati in accozzaglie di castelli e borghi medievali, cerca il filo di quella spiritualità stesa su silenzi eloquenti.

Camminare sui sentieri, respirare aria pulita e unirsi letteralmente con la natura è un’esperienza unica che solo le Foreste Casentinesi riescono a dare.

Una bella fotografia racconta questa esperienza, rivela luoghi e stati d’animo, o più semplicemente… è un modo fantastico di condividere la propria storia!

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